SonicWall ha pubblicato il Cyber Protect Report 2026, segnando un cambio di paradigma rispetto ai tradizionali report sulle minacce. Per la prima volta, l’analisi annuale non si limita a descrivere ciò che fanno gli attaccanti, ma si concentra su ciò che realmente mantiene protette le aziende, in particolare le PMI (SMB) e gli operatori che le supportano, come MSP e MSSP.
Un panorama di minacce più mirato, non solo più ampio
Il report evidenzia come il panorama delle minacce continui a evolvere in modo sempre più preciso ed efficace. Gli attacchi di media e alta gravità sono cresciuti del 20,8%, raggiungendo 13,15 miliardi di eventi, a dimostrazione che i cybercriminali puntano sempre più alla qualità dell’impatto piuttosto che al semplice volume.
Alcuni dati chiave emersi dal report:
- oltre 36.000 scansioni di vulnerabilità al secondo, generate da bot automatici, che rappresentano più della metà del traffico internet globale;
- 609,9 milioni di attacchi IoT, in crescita dell’11%, con un picco legato all’attività botnet;
- la vulnerabilità Log4j, a quattro anni dalla scoperta, ha ancora generato 824,9 milioni di eventi IPS nel 2025;
- il ransomware, pur registrando un calo complessivo del 33,9%, è stato coinvolto nell’88% delle violazioni subite dalle PMI, contro il 39% delle grandi imprese.
Le “Sette colpe capitali” della cybersecurity
Analizzando incidenti, violazioni e assessment di sicurezza, SonicWall ha individuato quelli che definisce le “Seven Deadly Sins of Cybersecurity”, ovvero errori operativi ricorrenti che rendono le organizzazioni vulnerabili:
- Trascurare le basi: identità, cloud e credenziali compromesse generano l’85% degli alert di sicurezza rilevanti.
- Falsa sicurezza: molte PMI sottovalutano il rischio, nonostante il ransomware sia presente nella quasi totalità delle violazioni.
- Accessi eccessivamente esposti: il 48% delle violazioni ha origine da credenziali VPN compromesse.
- Sicurezza reattiva: le violazioni restano in media inermi per 181 giorni prima di essere individuate.
- Scelte guidate solo dal costo: una singola violazione può superare i 4,9 milioni di dollari in danni.
- Dipendenza da modelli legacy: le vulnerabilità VPN sono cresciute dell’82,5%, ma restano ampiamente utilizzate.
- Inseguire la moda invece dell’esecuzione: troppe soluzioni e poca integrazione riducono l’efficacia reale della sicurezza.
Cosa significa per le PMI
Il messaggio chiave del Cyber Protect Report 2026 è che la maggior parte delle falle di sicurezza è evitabile. Non servono necessariamente nuove piattaforme o investimenti straordinari, ma disciplina operativa e continuità: autenticazione multifattore, patching tempestivo, segmentazione della rete, verifica dei backup e monitoraggio continuo.
Un’opportunità strategica per MSP e MSSP
Il report è stato concepito come uno strumento concreto per i partner di canale, offrendo un linguaggio chiaro e orientato al business per dialogare con le PMI. Il framework delle “Sette colpe capitali” consente di tradurre concetti tecnici complessi in impatti reali su continuità operativa, reputazione e costi, rafforzando il ruolo dei partner come consulenti di fiducia.
SonicWall sottolinea come soluzioni quali SonicSentry MXDR, Cloud Secure Edge (CSE) e SonicPlatform siano progettate per supportare questo approccio, combinando visibilità, monitoraggio 24×7 e accesso zero‑trust in un’unica strategia integrata.
Dalla minaccia al risultato
Con il Cyber Protect Report 2026, SonicWall ribadisce che la cybersecurity non è un esercizio teorico, ma un fattore chiave per garantire continuità, crescita e stabilità economica. Il passaggio dal concetto di “Threat Report” a quello di “Protect Report” mette al centro i risultati concreti, offrendo a PMI e partner una chiara roadmap per migliorare il livello di protezione reale.