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31 Marzo 2026
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SonicWall presenta il Cyber Protect Report 2026: dalla minaccia alla protezione concreta per le PMI

SonicWall ha pubblicato il Cyber Protect Report 2026, segnando un cambio di paradigma rispetto ai tradizionali report sulle minacce. Per la prima volta, l’analisi annuale non si limita a descrivere ciò che fanno gli attaccanti, ma si concentra su ciò che realmente mantiene protette le aziende, in particolare le PMI (SMB) e gli operatori che le supportano, come MSP e MSSP.

Un panorama di minacce più mirato, non solo più ampio

Il report evidenzia come il panorama delle minacce continui a evolvere in modo sempre più preciso ed efficace. Gli attacchi di media e alta gravità sono cresciuti del 20,8%, raggiungendo 13,15 miliardi di eventi, a dimostrazione che i cybercriminali puntano sempre più alla qualità dell’impatto piuttosto che al semplice volume.

Alcuni dati chiave emersi dal report:

  • oltre 36.000 scansioni di vulnerabilità al secondo, generate da bot automatici, che rappresentano più della metà del traffico internet globale;
  • 609,9 milioni di attacchi IoT, in crescita dell’11%, con un picco legato all’attività botnet;
  • la vulnerabilità Log4j, a quattro anni dalla scoperta, ha ancora generato 824,9 milioni di eventi IPS nel 2025;
  • il ransomware, pur registrando un calo complessivo del 33,9%, è stato coinvolto nell’88% delle violazioni subite dalle PMI, contro il 39% delle grandi imprese.

Le “Sette colpe capitali” della cybersecurity

Analizzando incidenti, violazioni e assessment di sicurezza, SonicWall ha individuato quelli che definisce le “Seven Deadly Sins of Cybersecurity”, ovvero errori operativi ricorrenti che rendono le organizzazioni vulnerabili:

  1. Trascurare le basi: identità, cloud e credenziali compromesse generano l’85% degli alert di sicurezza rilevanti.
  2. Falsa sicurezza: molte PMI sottovalutano il rischio, nonostante il ransomware sia presente nella quasi totalità delle violazioni.
  3. Accessi eccessivamente esposti: il 48% delle violazioni ha origine da credenziali VPN compromesse.
  4. Sicurezza reattiva: le violazioni restano in media inermi per 181 giorni prima di essere individuate.
  5. Scelte guidate solo dal costo: una singola violazione può superare i 4,9 milioni di dollari in danni.
  6. Dipendenza da modelli legacy: le vulnerabilità VPN sono cresciute dell’82,5%, ma restano ampiamente utilizzate.
  7. Inseguire la moda invece dell’esecuzione: troppe soluzioni e poca integrazione riducono l’efficacia reale della sicurezza.

Cosa significa per le PMI

Il messaggio chiave del Cyber Protect Report 2026 è che la maggior parte delle falle di sicurezza è evitabile. Non servono necessariamente nuove piattaforme o investimenti straordinari, ma disciplina operativa e continuità: autenticazione multifattore, patching tempestivo, segmentazione della rete, verifica dei backup e monitoraggio continuo.

Un’opportunità strategica per MSP e MSSP

Il report è stato concepito come uno strumento concreto per i partner di canale, offrendo un linguaggio chiaro e orientato al business per dialogare con le PMI. Il framework delle “Sette colpe capitali” consente di tradurre concetti tecnici complessi in impatti reali su continuità operativa, reputazione e costi, rafforzando il ruolo dei partner come consulenti di fiducia.

SonicWall sottolinea come soluzioni quali SonicSentry MXDR, Cloud Secure Edge (CSE) e SonicPlatform siano progettate per supportare questo approccio, combinando visibilità, monitoraggio 24×7 e accesso zero‑trust in un’unica strategia integrata.

Dalla minaccia al risultato

Con il Cyber Protect Report 2026, SonicWall ribadisce che la cybersecurity non è un esercizio teorico, ma un fattore chiave per garantire continuità, crescita e stabilità economica. Il passaggio dal concetto di “Threat Report” a quello di “Protect Report” mette al centro i risultati concreti, offrendo a PMI e partner una chiara roadmap per migliorare il livello di protezione reale.


Leggi il Report: 
https://www.sonicwall.com/resources/white-papers/sonicwall-2026-cyber-protect-report


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