Cosa può fare EMC Insignia per voi? 1° PuntataCosa può fare EMC Insignia per voi? 1° Puntata: L'archiviazione secondo EMC Insignia ![]() EMC® Insignia è una linea di prodotti software e hardware che consentono alle piccole e medie imprese (PMI) di memorizzare, gestire, proteggere e condividere le informazioni cruciali per il business.
Come vi abbiamo anticipato nell'e-mail di presentazione della nostra attività ci proponiamo di introdurvi ai nuovi protti Emc Insiagnia in 4 puntate: una puntata per ogni area di competenza dei prodotti.
Introduzione tecnica Nell'ultimo decennio si è registrato un aumento notevole nella quantità di storage richiesta dal mercato, aumento legato a fenomeni come l'e-commerce, la posta elettronica e la digitalizzazione dei media e delle informazioni. Basti pensare che i siti internet più popolari forniscono talmente tante informazioni che un loro rallentamento o una loro interruzione comporterebbero perdite per milioni di euro. Il problema principale per la conservazione dei dati è la tolleranza ai guasti. Nello specifico non vorremmo che il guasto di un disco provochi la perdita dei nostri dati. Un modo per evitare questo è la ridondanza. Se si hanno più dischi contenenti gli stessi dati, se si danneggia un disco sarà possibile recuperare il suo contenuto da uno degli altri. Per ovviare a tale problema è stato sviluppato un qualcosa chiamato “Redundant Array of Independent (o Inexpensive) Disk” o, più semplicemente, RAID. Cosa è esattamente questo RAID? E’ una tecnica sviluppata per fornire velocità, disponibilità e maggiore capacità di storage (immagazzinamento dati) utilizzando dischi multipli anziché un disco solo. Tipicamente un sistema RAID utilizza più dischi e permette di utilizzarli come se fossero un solo grande hard disk con in più i benefici dei livello utilizzati. I livelli RAID offrono deverse tecniche di rindonzanza che servono a prevenire maggiormente i dati da cancellazioni e/o perdite accidentali dovute a guasti degli hard disk. Un drive array è una collezione di hard disk raggruppati assieme. Quando parliamo di RAID c’è spesso una distinzione tra i dischi fisici, gli array ed i dischi logici. I dischi fisici possono essere raggruppati insieme (o divisi) per formare uno o più array logici. Ogni array logico viene diviso in uno o più dischi logici. Se ad esempio avete 3 dischi da 10 GB potete creare un array e successivamente dividerlo in 2 dischi logici, arrivando ad una distribuzione equa dei GB tra i dischi. Attenzione a non confondere i dischi logici con le partizioni! I dischi logici infatti vengono visti dal sistema operativo come dei drive separati. Il mercato tradizionalmente offre due opzioni per immagazzinare i dati: il Direct-Attached Storage e lo storage in rete, le Storage Area Network (SAN). Nella sua forma più semplice, il Direct-Attached Storage consiste in un drive collegato direttamente a un server. I dati sono trasferiti usando comandi SCSI (Small Computer System Interface), il mezzo più comune di I/O tra un computer e un disco. Nella gran parte delle implementazioni enterprise, in realtà, lo storage è un blocco di dischi, un sottosistema disco con protezione RAID o uno storage array di fascia più elevata. Nelle configurazioni tradizionali lo storage è una periferica, la gestione dei dati è centralizzata e tutte le applicazioni operano in maniera trasparente con il sottosistema di memorizzazione. Il Direct-Attached Storage funziona bene in ambienti con uno o pochi server, ma in realtà più complesse si mostrano i veri problemi. Man mano che cresce il numero di server, gestire i dati per ciascuno di essi risulta estremamente complesso. Diventa anche sempre meno efficiente il provisioning dello storage: i singoli server tendono a essere sovradimensionati per poter gestire i cambiamenti in capacità o prestazioni dello storage che le applicazioni richiederanno. La scalabilità è limitata e non si possono condividere le risorse di storage o i dati. Per tutti questi motivi, molti IT manager ritengono che le necessità nella gestione dei dati oggi siano soddisfatte molto meglio da un approccio con storage in rete: SAN. In una SAN più server hanno accesso condiviso allo storage e sono connessi attraverso uno switch Fibre Channel ai sistemi di memorizzazione. I server e lo storage comunicano attraverso i protocolli della suite Fibre Channel, con i quali i comandi SCSI possono essere trasmessi su collegamenti seriali. La tecnologia permette un throughput alto: 4Gb/s nei prodotti in commercio attualmente. Un sistema di storage deve permettere a più nodi di accedere ai suoi dischi interni: lo fa presentando ai server un insieme di dischi virtuali chiamati Logical Unit Number (LUN). I sistemi di storage sono quindi più intelligenti e complessi di un semplice blocco di dischi con un controller RAID e la gestione delle risorse è incentrata sullo storage e non sui server. Come accade per il DAS, comunque, ogni server fornisce i servizi di gestione dei dati alle proprie applicazioni attraverso un volume manager o un file system che vede le "sue" LUN come risorse fisiche. I dati non sono dunque condivisi, anche se l'accesso ai dischi lo è, perché ogni file system "conosce" solo le sue LUN. In questo scenario l'Internet Engineering Task Force (IETF) ha ratificato Internet SCSI (iSCSI), un protocollo per incapsulare comandi SCSI nei pacchetti TCP/IP e permettere il trasporto dei dati a blocchi su reti IP. iSCSI può essere usato per realizzare reti di storage che adottino componenti infrastrutturali Ethernet standard. Lato server c'è bisogno di uno "iSCSI initiator", che può essere implementato in software. In tal caso una scheda di rete Ethernet standard inserita nel server fornisce la connettività verso la rete di storage, in una soluzione che è giudicata perfettamente accettabile per i server con poco carico. In alternativa si può usare un initiator hardware: in tal caso un Host Bus Adapter iSCSI inserito nel server permette di collegare quest'ultimo a una rete di storage nativa iSCSI su Gigabit Ethernet. Una SAN iSCSI usa switch e cablaggi standard Gigabit Ethernet, mentre lato storage si deve usare un sistema di memorizzazione iSCSI nativo, che fornisce un "target" iSCSI per gli initiator dei server. I principali vantaggi di iSCSI rispetto alle SAN Fibre Channel sono un costo più basso e una complessità minore. Usando Ethernet, i Layer di trasporto possono essere gestiti utilizzando le applicazioni attuali di network management, mentre le funzioni di gestione di livello più alto del protocollo iSCSI - i permessi, le informazioni sui device, le configurazioni e via dicendo - vanno sovrapposte o integrate a queste applicazioni. Gli HBA iSCSI e gli switch Gigabit Ethernet hanno poi un costo per porta che è meno della metà degli equivalenti Fibre Channel.
Array di dischi EMC CLARiiON serie AX 150.
Gli array di dischi EMC® CLARiiON® serie AX rappresenta una risposta efficace alle crescenti esigenze di storage dei dati. Prodotti nel rispetto dei rigorosi standard qualitativi ISO 9000, gli array di dischi CLARiiON serie AX combinano le funzionalità avanzate dell’architettura ad array RAID CLARiiON EMC con l’elevata capacità delle unità disco Serial ATA (SATA). Gli array di dischi CLARiiON serie AX sono disponibili in due versioni: a controller singolo o a doppio controller per garantire un elevato grado di disponibilità. Entrambi i modelli consentono di memorizzare dati Windows, Linux, Solaris e NetWare tramite una connessione Fibre Channel diretta ai server o tramite SAN (Storage Area Network). Se si devono memorizzare solo dati Windows o Linux, è possibile collegarsi ai server anche tramite una rete IP utilizzando iSCSI. Un’unità esterna 2U (circa 9 cm) montabile su rack fornisce una capacità di storage compresa tra 750 GB e 6 TB che può essere allocata fino a un massimo di dieci computer o essere utilizzata come storage con elevate prestazioni per la protezione dei dati su disco. Array di storage AX150 a controller singolo Array di storage AX150 a doppio controller Per maggiori informazioni, datasheet, whitepaper, ecc... Scarica la presentazione commerciale Scarica la presentazione tecnica
Cos'è EMC® Storage Administrator per Exchange SMB Edition? EMC® Storage Administrator per Exchange SMB Edition abbinato ad un AX 150 consente di allocare la capacità di storage al proprio server Exchange (supportata solo la versione inglese) senza richiedere particolari competenze di storage. Se un array di dischi CLARiiON AX è condiviso da due server Exchange e uno di questi si guasta, i servizi di posta elettronica potranno essere trasferiti sull’altro in pochi minuti. In caso di passaggio da Exchange 2000 a Exchange Server 2003 (versione in Inglese), è possibile migrare automaticamente tutte le caselle di posta elettronica, con un risparmio di ore ed evitando di incorrere in errori costosi. Semplificazione dello storage di Exchange
Per maggiori informazioni, datasheet, whitepaper, ecc... Scarica la presentazione commerciale Scarica la presentazione tecnica
|
|||||||||||||||||||||||||||||
Capitale sociale Euro 62.400,00 i.v., C.F. / P.IVA 01837180304, Iscrizione C.C.I.A.A. Registro Imprese di UDINE n. 01837180304
Privacy Policy | Cookie Policy
© project Web Industry







